Dieta Proteica

L'Obesità è una malattia cronica, per l'OMS è una "epidemia globale", è fattore di rischio per: diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, osteoartrosi e neoplasie. Nel mondo gli adulti in sovrappeso sono più di un 1 miliardo e 300 milioni sono obesi. In Italia circa 4 milioni di persone sono obese e 16 milioni sono in sovrappeso.
Il Centro Trattamento Obesità Sovrappeso ha come obiettivo la cura dell'obesità e del sovrappeso, proponendo una soluzione concreta ed efficace per migliorare la qualità della vita delle persone. Il Centro Trattamento Obesità Sovrappeso fornisce un supporto reale per una corretta informazione e conoscenza sulla efficacia e validità della Dieta Proteica. Solide basi scientifiche fanno della dieta proteica non una dieta alla "moda" ma un programma dietetico praticato in tutto il mondo con sicurezza e rapidità di risultati.
Dieta Proteica e Sindrome Metabolica |
20/11/2009 |
Case CC, Jones PH, Nelson K, O'Brian Smith E, Ballantyne CM.
La sindrome metabolica è molto frequente nelle popolazioni occidentali e tende a crescere con l'età. I soggetti a rischio di sviluppare una sindrome metabolica sono inattivi, presentano un aumento di peso e specialmente un accumulo addominale, hanno una storia di diabete, una trigliceridemia e una pressione arteriosa elevate. Questi pazienti pur non manifestando alcuna sintomatologia hanno una maggiore tendenza a sviluppare diabete e malattie cardiovascolari (infarto, ictus). In questo studio si è valutato l'impatto di una dieta proteica sui fattori di rischio della sindrome metabolica ad un anno del programma terapeutico. I risultati hanno evidenziato una riduzione di tutti i fattori di rischio.
Impact of weight loss on the metabolic syndrome
Individuals with the metabolic syndrome (MS), a clustering of risk factors [triglycerides, glucose, high-density lipoprotein cholesterol, blood pressure (BP), abdominal obesity] defined by the National Cholesterol Education Program (NCEP), are at high risk for coronary heart disease and type 2 diabetes mellitus, and may benefit from aggressive lifestyle modification. METHODS: We reviewed 1 year of consecutive patients' charts to determine the prevalence of the MS in obese individuals enrolled in a medically supervised rapid weight loss programme, the correlation of weight change with the components of the MS, and response to diet-induced weight loss. RESULTS: Out of 185 individuals, 125 (68%) met the NCEP definition of the MS. A moderate decrease in weight (6.5%) induced by a very low calorie diet (VLCD) resulted in substantial reductions of systolic (11.1 mmHg) and diastolic (5.8 mmHg) blood pressure (BP), glucose (17 mg/dl), triglycerides (94 mg/dl) and total cholesterol (37 mg/dl) at 4 weeks (all p < 0.001). These improvements were sustained at the end of active weight loss (average 16.7 weeks; total weight loss 15.1%), with further significant reductions in BP and triglycerides. Weight loss was related to the changes in each criterion of the metabolic syndrome. CONCLUSIONS: The MS is prevalent in two-thirds of obese individuals enrolling in a structured weight loss programme. Moderate weight loss with a VLCD markedly improved all aspects of the MS.
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