Transizione

La fase di transizione si caratterizzata per la rieducazione alimentare sia qualitativa che quantitativa, si divide in 4 tappe tutte di uguale durata. Principi fondamentali di questa fase sono:

  1. Introduzione progressiva di carboidrati sia qualitativo che quantitativo a basso e medio indice glicemico per evitare una iperinsulinemia con stimolo alla lipogenesi e ipoglicemia secondaria che stimola la fame
  2. Aumento della razione calorica giornaliera per riequilibrare il metabolismo
  3. Riduzione degli integratori e della complementazione minerale
  4. Educare il soggetto ad una attività fisica quotidiana e regolare


L'esperienza dimostra che per mantenere i risultati a medio e a lungo termine è necessario che le tappe della fase di transizione vengano seguite tutte con eguale durata. Spesso in questo periodo il soggetto può manifestare poco impegno per due motivi:

  1. stabilità del peso
  2. paura di recuperare il peso perduto

 

In questa fase la bilancia calorica è poco negativa e molti soggetti non abituati ad una alimentazione equilibrata possono escluderla perchè sopravvalutano l'apporto calorico, mantendo un metabolismo basso. Occorre specificare che se si continua a mantenere un basso metabolismo inevitabilmente si determinerà una ripresa del peso, anche con un lieve ecceso calorico. Se vogliamo raggiungere un equilibrio ponderale (stabilizzazione del peso) occorre incrementare il metabolismo con una attività fisica regolare e costante ed evitare ulteriore perdita di peso. L'aumento della razione calorica permette un'attività sia di tipo aerobica che anaerobica.

La durata della fase di transizione con le sue 4 tappe ha la stessa durata della fase di chetogenesi.
 

TEMPO DI CHETOGENESI=TEMPO DI TRANSIZIONE

 

Esempio: se la fase di dimagrimento è stata di 4 settimane, la fase di transizione  ha lo stesso periodo, suddividendola in 4 tappe (1 settimana per tappa).